|

ARI-RE: IL CERCHIO SI STRINGE Dopo la comunicazione del Vicepresidente ARI I8YGZ, che ha squarciato il velo di omertà sulla questione "finanziamento" all'ARI-RE (precisando che nella convenzione con il Dipartimento di Protezione Civile non si parla affatto di ARI-RE! N.d.R.), una nuova comunicazione del Commissario Straordinario Favata amplia il quadro conoscitivo della situazione. Si legge nella comunicazione del Commissario Straordinario, pubblicata sul sito ww.ari.it e su RadioRivista del mese di maggio, che: " In buona sostanza, il precedente Presidente dell’ARI, oggi consigliere sospeso, ha provveduto, con denari ricevuti per l’attuazione di un progetto cofinanziato dal Dipartimento di Protezione Civile, ad acquistare, previo pagamento dell’intero prezzo della vendita, dodici fuoristrada per complessivi € 247.000,00 (euro duecentoquarantasettemila) senza che, a tutt’oggi, sia avvenuta la consegna di detti autoveicoli. " Ma non è tutto. Sempre il Commissario Straordinario evidenzia la situazione in modo drammatico: "Allo stato, pertanto, l’ARI , in forza di un pagamento non previamente deliberato, posto in essere nei confronti di una società scelta con criteri non conosciuti e della quale non è dato sapere la reale consistenza economica e patrimoniale – a prescindere dalle giustificazioni puerili circa la mancata consegna dei veicoli dalla stessa poste in essere – si trova con ben 247.000,00 Euro in meno sui propri conti e con la necessità di comunicare all’Ente erogatore del contributo l’increscioso accaduto." E, per finire, il Commissario indica la strada da seguire: "Anche ad un esame non approfondito delle questioni sin qui esposte è possibile sin d’ora prospettare che l’ARI dovrà tutelare, con la massima urgenza, i propri interessi e la propria immagine sia in sede civile sia penale anche al fine di poter continuare a svolgere con la necessaria serenità e trasparenza i propri compiti istituzionali." Queste informazioni trovano conferma e si incrociano con altre notizie, puntualmente messe on-line dal portale informativo www.ari.cosenza.it, relative alla situazione amministrativa della ditta che avrebbe dovuto fornire i mezzi che, a detta dei redattori, fa parte di una "company" in grave sofferenza finanziaria atteso che è stato riferito che: "...la società molisana non ha le forze finanziarie: troppi debiti (67 milioni di cui 30 verso le banche in scadenza a 12 mesi), poco fatturato (16,4 milioni) a fronte dei costi (26,5 milioni), con una perdita a settembre 2011 di 11,4 milioni. Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mps sono stati molto chiari: in questo modo il piano per Termini non è finanziabile." Una situazione drammatica che ripropone gli interrogativi di sempre: come ha potuto l'ex Presidente ARI I8IEM Migliaccio affidare i denari avuti dall'Associazione ad una ditta che espone tali debiti? A chi si è affidato come "consigliere" per una tale inopinata operazione? Ma, soprattutto, chi c'è dietro a questa operazione che, ogni giorno che passa, assume sempre di più i contorni di una truffa ai danni dell'ARI? Questo e tanti altri interrogativi speriamo trovino risposta a breve. Lo Staff di ProgettoARI.com |